N° 638 - Microbiografie Irrispettose Alban Berg 1885 - 1935

Il 31 marzo 1913 danno alla Musicverein di Vienna un concerto di musiche di compositori della Seconda Scuola Viennese (fra cui c’è Alban Berg) diretto da Schoenberg: l’atteso e già battezzato “Skandalkonzert”, (concerto dello scandalo).

Il pubblico, irritato dall’espressionismo e dallo sperimentalismo della musica, dà in escandescenze, scoppiano discussioni e risse e a un certo punto l’organizzatore Buschbeck molla un bel ceffone a uno spettatore. La serata si chiude prematuramente e il concerto cambia nome e diventa il “Watschenkonzert” (il “concerto dello schiaffo”).

Il famoso compositore di operette Oscar Straus, presente al fattaccio, dichiarerà il giorno dopo alla stampa che quello schiaffo era stato “il suono più armonioso di tutta la serata”.

 

Bambino infelice e ragazzo depresso, Alban Berg a diciotto anni tenta il suicidio per un insuccesso scolastico. Passato dal benessere familiare alla povertà per la morte del padre, sopravvive con il suo stipendio di contabile comunale senza aver mai pensato a studiare seriamente la musica finché nel 1904 conosce Arnold Schoenberg il quale, impressionato dal suo talento naturale, lo prende come allievo, gratis.

Finalmente nel ’10 scappa dagli uffici del Comune e si butta a capofitto nella musica. Nel frattempo ha provveduto a sostituire la mancata figura paterna con quella di un amico di famiglia, l’architetto Hermann, che sommerge di lettere anche di trenta pagine l’una, scritte in una prosa fluida e drammatica, che tradisce quello che era all’epoca il suo interesse dominante: la letteratura.

 

Nel 1906 conosce e si innamora della cantante Helene Nahowsky, di famiglia benestante (gira il pettegolezzo che sia figlia illegittima dell’Imperatore Francesco Giuseppe I). Malgrado l’opposizione della famiglia si sposano nel 1911, accettando la condizione imposta dal padre di lei di unirsi “con una cerimonia protestante per facilitare l’eventuale divorzio, a suo parere inevitabile”.

Combatte la Prima Guerra Mondiale nell’esercito austroungarico, poi torna a Vienna dove collabora con Schoenberg nella gestione della Società per le Esecuzioni Private di Musica, originale organizzazione nata con lo scopo di creare lo spazio ideale per l’apprezzamento di nuove composizioni attraverso prove aperte, esecuzioni gratuite e l’esclusione dei critici professionisti.

 

Con la sua musica, soprattutto il “Wozzeck”, entra a far parte della crema culturale viennese insieme al compositore Zemlinsky, al pittore Klimt, all’architetto Loos e siamo sicuri che nel gruppo abbia fatto una capatina anche la onnipresente Alma Mahler, occupata a sedurre qualcuno di loro. Conquista una bella popolarità in Europa fino a quando i nuovi rigurgiti di antisemitismo e l’arrivo del Nazismo lo fanno fuori, in primo luogo per aver studiato e collaborato con l’ebreo Schoenberg e poi classificando la sua musica, insieme a quella di tutti gli altri talenti della Seconda Scuola di Vienna, come degenerata e proibendone l’esecuzione. Sublime manifestazione di stupidità di questa dittatura, purtroppo uguale a tutte le altre nella gestione di arte e cultura.

 

Berg e sua moglie fin dal ’32 si sono ritirati in una casetta acquistata in Carinzia sulle rive di un lago dove lui può lavorare in tranquillità, ma ormai le cose si fanno sempre più difficili e le finanze sempre più scarse.

Per fortuna all’ultimo minuto arriva una boccata d’ossigeno sotto forma della commissione per un’opera (Il Concerto per Violino) che verrà eseguita postuma ma che intanto gli permette di sopravvivere. Per scriverla interrompe l’orchestrazione della “Lulù”, che lascerà incompleta quando muore alla vigilia di Natale del ’35, a causa di un’infezione del sangue provocata dalla puntura di un insetto.

 

Per uno di quelle incomprensibili impuntature che bloccano il cervello di alcune vedove di grandi e piccoli artisti, e tutti noi ne conosciamo qualcuna, la signora Berg proibisce tassativamente a chiunque di completare la partitura della Lulù (a posto per i primi due atti, mancante dell’orchestrazione per l’ultimo).

Per fortuna si decide di non darle retta e di affidare in gran segreto questo lavoro di rifinitura al musicista Friedrich Cerha e quando finalmente la vedova Berg muore nel 1979, la Lulù, completa, va in scena a Parigi sotto la bacchetta di Pierre Boulez e ha il grande successo che merita.

 

 

 

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